Chiusi i lavori della terza edizione di COOPERA, la conferenza nazionale pubblica con focus su partenariati equi, ruolo del settore privato e crescita sostenibile globale

Il settore privato è partner trasformativo allo sviluppo

Lattanzio KIBS ha preso parte, su invito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alla terza edizione di COOPERA, la conferenza nazionale pubblica dedicata alla cooperazione allo sviluppo. Due giornate intense, il 26 e 27 maggio a Roma, in cui anche il settore privato ha giocato un ruolo centrale nello scenario quale partner trasformativo e protagonista del cambiamento.

Organizzato dal MAECI insieme all'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), l'evento si è svolto in due sedi di grande prestigio, l'Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia,  che hanno accolto un parterre variegato e di alto profilo: istituzioni nazionali, organismi internazionali, ONG, università, imprese e rappresentanti dei Paesi partner per ripensare la cooperazione internazionale come sistema integrato, fondato su partenariati equi, dialogo rafforzato e sviluppo condiviso, capace di generare impatto reale nei Paesi partner. Ad animare il dibattito importanti figure istituzionali tra cui il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Viceministro con delega alla cooperazione Edmondo Cirielli, Carsten Staur - presidente del Comitato DAC dell'OCSE -, Maurizio Martina, direttore aggiunto della FAO, e i Ministri Lollobrigida e Schillaci. Presenti anche rappresentanti di organizzazioni come UNHCR, Save the Children, ActionAid, Sant'Egidio e imprese come Ferrero e illycaffè.

Partenariati, risultati e conoscenza: i pilastri della cooperazione italiana

Tra i momenti chiave, la presentazione della peer review OCSE-DAC sulla cooperazione italiana, a cura di Carsten Staur: l'Italia è l'unico Paese del G7 ad aver aumentato l'aiuto pubblico allo sviluppo dall'ultima revisione del 2020. La revisione ha riconosciuto il forte impegno politico, il supporto al multilateralismo e la svolta verso la logica del partenariato con il Piano Mattei, indicando anche margini di miglioramento nella riduzione della frammentazione istituzionale e nello sviluppo di strumenti dedicati per coinvolgere il settore privato in modo più coordinato.

Presentati anche casi concreti di co-creazione pubblico-privata: il coffee training center in Etiopia - nato dalla collaborazione tra cooperazione italiana e illycaffè - con un modello replicabile in cui pubblico e privato co-investono e la formazione resta nel territorio; e la partnership tra Save the Children e Ferrero in Costa d'Avorio sul lavoro minorile nella filiera del cacao, con risultati misurabili: -49% di lavoro minorile e -17% di famiglie sotto la soglia di povertà.

Spazio anche all'azione umanitaria italiana nelle grandi crisi contemporanee - Gaza, Sudan, Libano, Ucraina, Niger - dove la cooperazione opera in coalizione con ONG, organizzazioni internazionali e contingenti militari.

Educazione e formazione professionale sono state infine identificate come direttrici fondamentali: investire nel sapere significa promuovere la stabilità dei territori e rendere i giovani protagonisti della società in cui vivono.

Lattanzio KIBS nella cooperazione allo sviluppo: competenze al servizio dell'impatto

Quelli emersi a COOPERA 2026 sono temi che Lattanzio KIBS conosce bene. Il superamento del paradigma dell'aiuto in favore di processi duraturi di trasferimento di capacità, la co-creazione tra pubblico e privato fin dalla fase di progettazione, la necessità di progettualità solida, misurabile e scalabile: sono le stesse direttrici che orientano l'approccio dell'azienda nella cooperazione internazionale.

Un impegno che si traduce in progetti concreti al fianco del MAECI e di altri soggetti istituzionali - dalla valutazione del progetto ILDEA II in Egitto sul coinvolgimento degli espatriati nello sviluppo locale, agli Stati Generali della Diplomazia Culturale del 2023, fino ai programmi di visibilità della cooperazione UE in Nigeria dove Lattanzio KIBS affianca le amministrazioni pubbliche portando metodo, strumenti di valutazione e capacità di fare sistema. Perché la cooperazione genera impatto reale quando il privato non è chiamato a eseguire scelte già fatte, ma partecipa alla loro costruzione fin dall'inizio, ragionando per filiere, competenze e risultati misurabili.